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olimpiadi scientifiche

Urrà per la squadra italiana!

29 Set. 2011 | categoria N.10 - Ottobre 2011, scienze della Terra | Leggi tutto | Nessun commento

Dal 5 al 14 settembre 2011 si sono tenute a Modena le Olimpiadi internazionali di scienze della Terra: un breve racconto di come sono andate le cose.

di Roberto Greco

Si chiama Sang Woo Ryoo, viene dalla Corea del Sud, ha 16 anni e sogna di studiare a Yale, come già sta facendo suo fratello: è lui il miglior studente delle Olimpiadi internazionali di scienze della Terra (Ieso), competizione nata in Oriente nel 2007 e tenutasi per la prima volta quest’anno fuori dai confini dell’Asia. A Modena, per la precisione, ma con diverse attività anche altrove in Italia. Per la squadra italiana si è registrata la miglior performance di sempre, con tutti e quattro i partecipanti andati a medaglia e con una prova degna di nota per il liceo scientifico Banzi Bazoli di Lecce. Studiano infatti in questo istituto sia Alessandro Manieri, una delle undici medaglie d’oro, sia Giuseppe Licci, medaglia d’argento. Bronzo per Stefano Roberti, del liceo scientifico Galilei di Trieste e per Giorgio Cocomello, dello scientifico Mamiani di Roma. Ottimo, dunque, sia il lavoro di selezione svolto dall’Associazione nazionale insegnanti di scienze naturali, Anisn, sia quello di preparazione, condotto in collaborazione con il polo di scienze della Terra dell’Università di Camerino. Libro ufficiale di riferimento per la squadra italiana è stato Corso di geografia generale di Edward Tarbuck e Frederick Lutgens (Linx Edizioni).

Un po’ di numeri

Le Ieso sono una competizione internazionale per studenti delle scuole superiori, tra i 15 e i 17 anni: ogni paese partecipante svolge la propria selezione nazionale – in Italia se ne occupa l’Anisn – per portare alla fase finale i quattro studenti migliori (più eventuali “ospiti”, che possono gareggiare, ma non concorrono alle medaglie), accompagnati da due mentor. L’edizione di quest’anno è stata organizzata dall’Università di Modena e Reggio Emilia, in collaborazione con il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e con numerosi altri enti. Da record la partecipazione: sono arrivate squadre da 26 paesi, mentre altri otto hanno inviato osservatori con il compito di raccogliere informazioni utili a organizzare, nei prossimi anni, le proprie selezioni interne. Ancora qualche numero: 104 studenti in gara, 11 studenti ospiti, 51 mentor, 46 osservatori. Menzione speciale per i 48 ragazzi dello staff, giovani volontari con compiti di assistenza all’organizzazione, che si sono dimostrati eccellenti: per loro, l’evento è stata un’occasione unica e indimenticabile di crescita.

Non solo test

Che cosa si fa, dunque, durante le Ieso? Semplice: le olimpiadi mettono alla prova i ragazzi su tematiche riguardanti geosfera, idrosfera, atmosfera e astronomia. Non pensate a compartimenti stagni: alla base di questa competizione c’è anche l’idea di aiutare a sviluppare l’approccio sistemico e olistico alla materia. Per ottenere buoni risultati non basta essere appassionati di rocce, fossili, o meteorologia, ma occorre avere ottime basi in matematica, fisica e chimica e buone conoscenze di biologia. Ecco allora che le Ieso permettono di concretizzare il concetto di scienze integrate, applicandolo a un contesto reale. Le olimpiadi, però, sono anche occasioni di conoscenza del paese ospite. Per questo, gli studenti hanno potuto partecipare a numerose uscite culturali e naturalistiche: hanno visitato i vulcani di fango della riserva naturale Salse di Nirano, il sito archeologico delle terramare di Montale Rangone, il castello di Spezzano. Inoltre hanno passato un pomeriggio nella sede della Protezione civile di Modena, dove hanno assistito a simulazioni di situazioni di emergenza.

Le prove

I ragazzi si sono confrontati su due tipologie di attività: una prova scritta, che si è svolta nel campus universitario di Modena, e diverse prove pratiche, effettuate anche in altri luoghi. La prova pratica sull’idrosfera, per esempio, si è svolta in barca nella laguna di Venezia, con gli studenti che dovevano tracciare il profilo termico di alcuni punti della laguna e poi rispondere a una serie di domande in merito. Una delle prove pratiche di meteorologia e geosfera si è svolta invece nel centro di Modena, per la precisione di fronte al Duomo. Il compito assegnato, infatti, era quello di riconoscere i materiali lapidei utilizzati per la costruzione del Duomo stesso, sulla base di una raccolta di campioni di rocce messa a disposizione di ciascuno.

Mischiare gli… studenti

Non è tutto, perché le Ieso sono anche le uniche olimpiadi scientifiche a valorizzare, oltre alla competizione, la cooperazione. Comprendono infatti una prova che deve essere sostenuta da squadre di nazionalità mista, l’International Team Field Investigation (Itfi), in cui gli studenti devono analizzare una situazione ambientale complessa, proporre ipotesi di interpretazione o soluzioni a problemi concreti ed esporli sotto forma di presentazione scientifica alla giuria internazionale. La prova si è svolta in varie località della Valle d’Aosta, dove è stato possibile affrontare ben sette tematiche differenti, dalla geomorfologia dei ghiacciai alla misurazione dell’altezza delle montagne, alle frane.

Per saperne di più su tutto quello che è stato fatto nei dieci giorni delle olimpiadi e per curiosare nelle gallerie di video e immagini, invito a visitare il sito www.Ieso2011.unimore.it. Per il prossimo anno, invece, appuntamento in Argentina.

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L’autore

Roberto Greco laureato in scienze naturali, insegna scienze dal 2005. Ha svolto un dottorato di ricerca sulla didattica laboratoriale per le scienze della Terra all’Università di Modena e Reggio Emilia. Da settembre 2010 è in servizio al Miur. È segretario dell’International Geoscience Education Organisation e presidente della sezione Anisn dell’Emilia Romagna; è stato chairman delle Ieso 2011.

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N.10 - Ottobre 2011