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evoluzione

Creation

29 Set. 2011 | categoria N.10 - Ottobre 2011, scienza al cinema | Leggi tutto | Nessun commento

Chiara Ceci critico cinematografico per un giorno.

La trama

In un intreccio di narrazioni di diversi momenti della vita privata e del lavoro di Charles Darwin, Creation racconta la storia dei travagliati anni in cui il naturalista inglese riflette sulla trasformazione delle specie nel tempo. Rientrato in Inghilterra nel 1836 dopo il viaggio attorno al mondo a bordo del brigantino Beagle, Darwin comincia a elaborare l’idea alla quale avrebbe lavorato per i due decenni successivi: l’idea che le specie siano tutte imparentate tra loro e si siano differenziate a partire da un antenato comune nel corso delle ere geologiche, attraverso il meccanismo di selezione naturale.

Il film ci mostra molto bene come la pubblicazione dell’Origine delle specie, avvenuta solo nel 1859, sia la fine di un lungo percorso intellettuale e biografico, che vede Darwin da un lato tormentato dalla portata delle implicazioni delle sue scoperte e dall’altro sconvolto dalla morte prematura, a soli dieci anni, della sua secondogenita Annie, nel 1851. Il tragico evento è al centro anche della narrazione di Creation, costruita come un turbinio di flashback attorno alla figura di Annie.

Nei ricordi e nelle visioni del padre, la bambina si fa raccontare delle storie: per lei Darwin rievoca alcuni momenti del suo viaggio sul Beagle, come il fallito tentativo del capitano Fitzroy di “civilizzare” alcuni bambini della Terra del Fuoco, o il suo rapporto speciale con Jenny, una piccola orangutan catturata nelle foreste del Borneo e poi trasferita allo zoo di Londra. Intanto, nella sua casa di Down, a sud di Londra, arrivano a trovarlo gli amici-colleghi che lo spronano a pubblicare le sue idee. Darwin, però, è combattuto e solo quando lo raggiunge la lettera di un altro naturalista, Alfred Russell Wallace, giunto alle sue stesse conclusioni, si decide a uscire allo scoperto. Sembra esserci un ultimo ostacolo: la fede dell’amata moglie Emma, con cui Darwin si confronta sull’opportunità di pubblicare l’Origine delle specie. Il naturalista le consegna l’opera, lasciando a lei la scelta se mandarla in stampa o meno. Nonostante alcune implicazioni delle scoperte del marito non le piacciano Emma, colpita dalla potenza delle sue idee e conscia della loro importanza scientifica, ci stupisce. E il pacco con il manoscritto viene finalmente inviato all’editore.

Il commento

Creation è la storia di come Darwin è arrivato alla meta. È la storia del viaggio, questa volta solo mentale, che lo ha portato a scrivere uno dei libri più importanti del pensiero umano. Il film, che ci regala un bellissimo ritratto di Darwin come uomo, padre, marito e scienziato, nasce come adattamento del libro Casa Darwin di Randal Keynes (Einaudi, 2007), che dei Darwin è un nipote, e ne segue da vicino lo sguardo familiare.

Il grande naturalista inglese non è stato il primo a sostenere che le specie cambiano nel tempo: anche suo nonno Erasmus si era occupato della questione. È il primo, però, ad avere intuito quale sia il meccanismo che spiega questo cambiamento: la selezione naturale. Si tratta di un’idea destinata a cambiare il modo con cui l’essere umano guarda alla natura e al posto che egli occupa al suo interno. Nella scena in cui gli amici Joseph D. Hooker e Thomas H. Huxley raggiungono Darwin a Down per convincerlo a pubblicare le sue scoperte, Huxley si complimenta per il lavoro, aggiungendo l’espressione «lei ha ucciso Dio». Certo, sostenere che gli esseri umani e gli altri organismi non sono il frutto di una creazione divina, ma di una serie lunghissima di eventi casuali guidati da meccanismi naturali non significa necessariamente “uccidere Dio” (ancora oggi molti scienziati conciliano posizioni evoluzioniste e fede religiosa); è però indubbio che un’affermazione del genere non sia priva di implicazioni che trascendono i suoi contenuti scientifici.

Oltre che la sua straordinaria idea, il film ci mostra anche il metodo di lavoro del naturalista, alle prese con esperimenti quotidiani. Scopriamo così la routine delle osservazioni e nel racconto dell’indagine sulla selezione artificiale nei colombi seguiamo anche le fasi più crude del lavoro, con l’uccisione degli animali e la preparazione degli scheletri per l’analisi.

Da un punto di vista didattico, questa parte è interessante perché mostra “il duro lavoro” dello scienziato. Non si tratta “solo” di avere qualche idea brillante per interpretare ciò che si vede in natura: oggi come allora bisogna essere pronti a lavorare con pazienza e dedizione su esperimenti, misurazioni, descrizioni.

Un aspetto della narrazione che colpisce profondamente è la tenerezza espressa da Darwin nei confronti della piccola orangutan. Quando Darwin racconta ad Annie la storia di Jenny lo fa con un carico affettivo che forse non ci si aspetterebbe dallo scienziato che ne studiava i comportamenti. Invece, dalle rievocazioni emerge la grande empatia che si è creata con l’animale, a testimonianza di come quel grande scienziato che sapeva essere un freddo osservatore era prima di tutto un essere umano pieno di calore.

Il Darwin affettuoso e premuroso emerge, ovviamente, anche nei confronti dei suoi bambini. Ma in questo caso è l’uomo che sfuma nello scienziato, preoccupato di annotare i vari comportamenti dei figli fin dalla nascita. E una volta cresciuti sono i bambini a incuriosirsi del lavoro del padre. Lo seguono nelle sue esplorazioni nel bosco, imparano i nomi degli organismi che incontrano e insieme a lui cercano di capire i meccanismi della natura.

Se vogliamo trovare un difetto al film, diciamo che forse a tratti non è immediato seguire il filo temporale delle vicende e che se da un lato la presenza del “fantasma” di Annie in quasi tutte le scene ci permette di entrare con efficacia nelle angosce del padre, dall’altro può anche confondere.

Creation, comunque, è coerente alle vicende biografiche (anche in alcuni piccoli dettagli come l’accento scozzese della tata Brodie, che scozzese lo era davvero) e, nonostante alcune piccole “licenze poetiche” (come il fatto che i bambini rimangono uguali per tutto il film, mentre la storia abbraccia un certo numero di anni), dipinge sicuramente un quadro fedele di quello che possiamo immaginare come il Darwin privato. Per saperne di più il materiale non manca: ci sono centinaia di libri sulla vita di Darwin e della sua famiglia e tutte le sue opere sono liberalmente consultabili su Internet (http://darwin-online.org.uk).

In rete!

Scheda dell’Internet movie database www.imdb.com/title/tt0974014

Sito ufficiale http://creationthemovie.com

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L’autrice

Chiara ceci è naturalista e si occupa di comunicazione della scienza. Dottoranda presso l’Università di Milano Bicocca, sta completando le sue ricerche in storia della scienza e dell’educazione scientifica all’University College di Londra. È stata la coordinatrice scientifica della mostra Darwin 1809-2009, è membro del consiglio direttivo della Società italiana di biologia evoluzionistica ed è redattrice di Pikaia, il portale italiano dell’evoluzione (www.pikaia.eu).

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N.10 - Ottobre 2011