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Insegnare scienza, oggi. Idee da una ricerca (II)

30 Gen. 2009 | categoria N.02 - Gennaio 2009 | Leggi tutto | Nessun commento

Secondo appuntamento con i risultati dell’indagine Gfk Eurisko per conto di Linx sull’insegnamento delle materie scientifiche nella scuola superiore. Questa volta parliamo di manuali: indicazioni, suggestioni e qualche idea inaspettata.

di Emilio Zanette

Nel primo numero di “Linx Magazine” abbiamo presentato i risultati generali della ricerca Insegnamento delle scienze, libri di testo e nuove tecnologie nella scuola superiore condotta da Gfk Eurisko per conto di Linx su un campione rappresentativo di docenti di discipline scientifiche nelle scuole superiori (marzo 2008). Scopo della ricerca era quello di tracciare una prima mappatura degli atteggiamenti presenti nel corpo docente verso l’insegnamento di queste discipline, nonché dei problemi e delle esigenze più sentiti e diffusi. Tra i molti temi interessanti emersi nella ricerca, ci pare meriti un approfondimento quello relativo al ruolo del libro di testo e dei materiali destinati a integrarlo, cartacei e, soprattutto, digitali. Tema ovviamente cruciale per chi fa editoria scolastica, ma anche per sollecitare qualche riflessione più generale sullo stato e sulle prospettive delle concrete pratiche didattiche in ambito scientifico.

Punto di partenza del ragionamento non può che essere una conferma che ci viene dalla ricerca, vale a dire la centralità del libro di testo nel vissuto dei docenti e nelle loro pratiche di insegnamento. “Contenitore” di saperi, punto di riferimento concettuale e linguistico per la classe, veicolo di esercizi e attività operative, talora anche “laboratorio” di innovazione e progettualità didattica, il manuale resta essenziale. E questo sia per le funzioni che svolge, sia perché il prodotto-manuale sembra avere raggiunto una notevole “maturità”, una qualità media diffusa che ne rende soddisfacente l’uso. Richiesti di formulare un giudizio di adeguatezza sui manuali oggi disponibili, otto insegnanti su dieci si esprimono positivamente. E la grande maggioranza (oltre otto su dieci per chimica e fisica, sette su dieci per biologia e scienze della Terra) considera il manuale per nulla “passato di moda”, anzi importante come e più che nel passato (Tabella 1).

A fianco e oltre il manuale

Manuale “pigliatutto”, allora? Non proprio, almeno a giudicare dal diffuso utilizzo di materiali integrativi in supporto alla didattica. Otto insegnanti su dieci dichiarano di servirsi, per le lezioni, di materiali che vanno al di là del manuale. Ed è interessante osservare che la stessa domanda, posta pochi mesi prima ai docenti di lettere della scuola media, nel corso di un’analoga ricerca Eurisko, aveva dato risultati inferiori nell’ordine di 10-20 punti, a seconda delle discipline. Probabilmente, a causa della diversa natura delle discipline e dell’età dei ragazzi, il docente di materie scientifiche delle superiori avverte una più forte esigenza di integrare, modulare, “personalizzare” la sua lezione.

Se poi si cerca di capire di quali materiali si tratti, il risultato è egualmente significativo, come mostra la Tabella 2: i materiali usati con maggior frequenza sono scaricati da Internet, cosa del resto confermata dall’alto numero di docenti che dichiarano di servirsi della rete a scopi professionali. Anche in questo caso, è interessante il raffronto con i comportamenti dichiarati dai colleghi di lettere della scuola media, per i quali la fonte principale di materiali integrativi risulta essere la guida per l’insegnante che accompagna i manuali. Nell’insieme, hanno natura digitale (Internet, DVD, CD) tre delle prime cinque fonti utilizzate dai docenti di materie scientifiche per reperire materiali integrativi. Com’è logico attendersi, non mancano le segnalazioni di difficoltà e ostacoli nell’uso di strumenti digitali a scuola. Se appare nel complesso alto il numero di istituti in cui esistono dotazioni per l’uso di prodotti digitali (dai lettori DVD ai videoregistratori ai collegamenti a Internet) l’effettivo utilizzo di tali strumenti nella didattica quotidiana risulta spesso difficile e laborioso, sia per ragioni organizzative e gestionali interne alla scuola, sia per una percezione di non piena adeguatezza delle proprie capacità da parte dei docenti: non a caso, è significativa la percentuale di coloro che sarebbero interessati a un’attività di formazione nell’uso delle nuove tecnologie (oltre il 40%).

Una domanda all’editore

Veniamo così al ruolo che può avere la casa editrice, sempre nell’opinione dei docenti, come fornitore di prodotti e servizi utili alla didattica, insieme ma anche oltre il libro di testo. Quando alla domanda «Lei pensa che le case editrici, usando le potenzialità di Internet e delle nuove tecnologie, possano dare un contributo alla didattica delle materie scientifiche?» il 72% degli intervistati risponde positivamente, significa che c’è un’attesa non casuale e non marginale rispetto a proposte nuove. Di questo dato possiamo trovare una indiretta ma significativa conferma nel fatto che il maggior livello di insoddisfazione per l’attuale produzione editoriale si registra sul terreno dei sussidi didattici e dei supporti multimediali (Tabella 3). Quali siano poi i contenuti di questa attesa, e dunque le esigenze e gli interessi che essa esprime, è facilmente ricavabile dall’osservazione della Tabella 4.

Utilizzare strumenti, condividere esperienze

Alcune delle preferenze indicate in questa tabella – come i video, i materiali interattivi o i laboratori virtuali – sono così chiare da non richiedere commenti. Ma che al primo posto, nella scala di queste preferenze, si trovi l’indicazione per un “portale scientifico” non è per nulla scontato; anzi, è interpretabile non solo come interesse a disporre di un “magazzino” ordinato e funzionante di materiali integrativi “selezionati” e di qualità, ma anche come un segnale di forte apertura alla dimensione della cooperazione, dello scambio e della condivisione. Questa lettura è autorizzata e rinforzata dal dato, sempre ricavabile dalla tabella, che rivela l’interesse a condividere con altre scuole attività o pratiche di successo o a partecipare a iniziative di formazione e aggiornamento multimediale. Da questo aspetto dell’indagine sembra venire a chi opera nel settore un messaggio piuttosto chiaro e anche stimolante: che riconferma la centralità del libro di testo, ma al tempo stesso guarda alle prospettive di una didattica capace di integrare materiali diversi e, soprattutto, esperienze diverse. In una fase della vita della scuola forse frettolosamente considerata di ripiegamento, questa appare un’indicazione particolarmente meritevole di venire raccolta.

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L’autore

Emilio Zanette, dopo avere insegnato storia e filosofia nei licei, ha iniziato a operare nel campo dell’editoria scolastica. È attualmente uno dei direttori editoriali di Pearson Paravia Bruno Mondadori.

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N.02 - Gennaio 2009