Limitless
Valentina Daelli critico cinematografico per un giorno.
Scrittore in crisi di ispirazione, lasciato dalla ragazza e in perenne ritardo sull’affitto, Eddie Morra (interpretato da Bradley Cooper) è un giovane sconclusionato alle prese con un romanzo che non riesce a scrivere. Una svolta arriva dall’incontro con il vecchio amico Vernon, che lo convince ad accettare una misteriosa pillola, l’NZ T-48 (forse un farmaco in via di approvazione, forse una droga), che dovrebbe aumentare le sue capacità cognitive.
Sotto l’effetto della sostanza, Eddie si ritrova con un’estrema lucidità e incredibili capacità di memoria e di elaborazione delle informazioni, che gli permettono di risolvere alcuni suoi problemi.
Tornato dallo spacciatore per altre pillole, si rende conto di non essere l’unico interessato; altri le hanno cercate, lasciandosi alle spalle il cadavere di Vernon. Eddie riesce comunque a trovare una scorta di NZ T-48 sufficiente a fargli finire il libro, riconquistare l’ex-ragazza e guadagnare grandi somme di denaro in speculazioni finanziarie a Wall Street. Attira così l’attenzione di broker e uomini d’affari, tra cui il magnate Carl Van Loon (Robert de Niro), che cerca la sua collaborazione per concludere un’importante fusione finanziaria.
Mentre Eddie si trasforma in un uomo vincente e sicuro di sé, non tardano a comparire gli effetti collaterali delle pillole, in primo luogo la dipendenza e poi sempre più frequenti black out totali di coscienza. Spaventato, il protagonista si mette a indagare sugli altri clienti di Vernon, scoprendo che la morte sembra il destino comune di chiunque assuma (o abbia assunto) la sostanza. Ad aumentare il pericolo, c’è il fatto che la sua scorta di NZ T-48 attira le attenzioni di persone che non si fanno scrupoli a ricorrere alla violenza pur di ottenerla.
Tra inseguimenti, guardie del corpo, fusioni miliardarie e sparatorie, Eddie dovrà trovare un modo per gestire il nuovo successo, le pillole sempre più scarse, i loro effetti collaterali, cercando allo stesso tempo di… rimanere vivo!
Il commento
Una pillola che ha incredibili effetti sulla mente e può cambiare la vita. L’ultima volta che il cinema ha raccontato una storia così, in Matrix, le pillole erano due, una rossa e una blu, una per vivere la quotidianità e l’altra per conoscere la verità. A differenza di Matrix, le vicende di Limitless sono più vicine alla realtà che alla fantascienza. Non vengono presentate dimensioni parallele o violazioni delle leggi fisiche, ma solo un farmaco che ha la capacità di potenziare le funzioni cognitive.
Sebbene nella pellicola gli effetti siano molto estremizzati, sostanze “potenzianti” di questo tipo esistono realmente, e sono chiamate neuroenhancer (potenziatori neuronali). Si tratta di farmaci prescritti in genere per alcune specifiche patologie, come la sindrome da deficit dell’attenzione o certi disturbi del sonno, che vengono però utilizzati senza prescrizione (e quindi illegalmente) anche da persone che vogliono aumentare le proprie prestazioni cognitive, come memoria, attenzione, concentrazione. Una specie di doping della mente.
Numerosi medici e scienziati concordano nel sottolineare il rischio di questo uso: gli effetti collaterali possono essere importanti e permanenti e il rischio di dipendenza è alto.
Nonostante questo, il dibattito sociale (e accademico) sulla possibilità di accettare l’uso potenziante di queste sostanze è molto acceso. Negli Stati Uniti, una società caratterizzata da forte competizione e da un uso spesso più rilassato di farmaci, il ricorso a neuroenhancer è largamente documentato, soprattutto in ambienti in cui sono richieste alte prestazioni, ritmi serrati e forte agonismo. Da questo punto di vista, Limitless rappresenta in modo efficace il mondo in cui questi farmaci possono prendere piede.
La regia mantiene un atteggiamento neutrale nei confronti della vicenda, evitando giudizi morali. Il protagonista, pur essendo di fatto un tossicodipendente ambizioso e arrivista, mantiene per tutta la durata del film la simpatia dello spettatore. Anche quando si scopre che potrebbe aver commesso un terribile delitto, non appare mai totalmente in cattiva luce. Questo atteggiamento di sospensione del giudizio sembra molto appropriato per trattare il tema dei neuroenhancer, e riflette abbastanza bene l’opinione di esperti e giornalisti a riguardo: possibili pericoli, certo, ma forse anche potenzialità da non sottovalutare.
Detto questo, va sottolineato che in Limitless non mancano errori scientifici. La storia parte da uno dei più famosi falsi miti sul funzionamento cerebrale, e cioè l’idea che noi utilizziamo soltanto il 20% del nostro cervello. Questo è un grosso errore: lo utilizziamo praticamente tutto; la maggior parte del cervello è continuamente attiva, anche quando riposiamo o non pensiamo a niente. E ancora: lo spacciatore spiega che la droga NZT-48 funziona meglio su soggetti più intelligenti. Nella realtà sembra invece accadere il contrario: i neuroenhancer hanno minore effetto sulle persone che hanno normalmente prestazioni migliori. Un’altra stranezza è presente nella scena in cui Eddie, sotto l’effetto del farmaco, riesce a ricordare le scene d’azione di film di combattimenti e a ripeterle per difendersi da chi lo sta attaccando. Sappiamo invece che la memoria motoria non funziona come la memoria di informazioni (memoria episodica o semantica) e non è influenzata dai neuroenhancer.
Pur non essendo di grande valore artistico, il film offre alcuni spunti di discussione interessanti per la classe. Si possono affrontare, per esempio, non solo i rischi per la salute, ma anche i problemi “etici” legati ai neuroenhancer. Se questi farmaci migliorassero le prestazioni di scienziati che studiano la cura di gravi malattie o se riducessero gli errori umani di medici o piloti, dovrebbero essere usati? O ancora, si può proporre una riflessione sul concetto di superamento di limiti biologici, anche in collaborazione con il docente di filosofia.
In rete!
Scheda dell’Internet movie database www.imdb.com/title/tt1219289
Sito ufficiale http://limitlessthemovie.com
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L’autrice
Valentina Daeli dopo la laurea in biologia presso l’Università di Milano e la laurea specialistica in neurobiologia a Pisa, ha conseguito il dottorato in neuroscienze cognitive alla Sissa di Trieste. Da febbraio 2011 sta svolgendo un postdoc alla Bilkent University di Ankara, in Turchia. Si occupa di percezione visiva, studiando come il contesto spaziale e temporale in cui sono inseriti gli oggetti che osserviamo influenzi il contenuto della nostra percezione.

